SmartPlanning Protocol

Smart Planning ProtocolI vantaggi di questa pervasività delle ICT nella pianificazione e nel governo della città e del territorio sono evidenti soprattutto oggi che progressivamente le mappe, i dati e i modelli di valutazione sono resi comprensibili non solo per utenti esperti ma sono patrimonio comune di tutti i soggetti: l’integrazione delle tecnologie web e wiki in applicazioni Gis, per esempio, è una modalità molto fertile per migliorare le possibilità di interazione costruttiva tra i cittadini, i decisori pubblici e i saperi esperti che coagiscono nei processi di pianificazione urbana. La diffusione delle tecnologie on cloud – ormai diffusa sia a livello professionale che consumer – consente una costante integrazione di banche dati decentralizzate, così da rendere possibili aggiornamenti permanenti direttamente alla fonte. Le banche dati georeferenziate sono un elemento centrale dei processi decisionali a livello comunale e regionale, agevolando le decisioni degli attori istituzionali e imprenditoriali, ad esempio rendendo condivisa la conoscenza del suolo e agevolando il fast-tracking per le procedure amministrative. La condivisione delle basi di dati può agevolare il partenariato pubblico-privato degli interventi e il project financing distribuendo dati, informazioni e studi fattibilità in possesso degli uffici tecnici, o assicurare il contributo delle multiutilities alla realizzazione. Infine può promuovere la partecipazione di partners locali o l’apertura internazionale attraverso l’esercizio di un potere pianificatorio e regolatore sempre più condiviso.
Lo sviluppo e la diffusione delle nuove tecnologie applicate alla pianificazione territoriale devono condurre alla sperimentazione di nuove interfaccie: metodi di rappresentazione e comunicazione in grado di arricchire i sistemi tradizionali per ampliare le possibilità di utilizzazione dei geo data nel processo di pianificazione. Si modificherebbe così lo stesso processo di pianificazione attraverso nuove modalità di lettura e interpretazione delle macro-regioni, delle piattaforme strategiche, dei sistemi locali e delle relazioni socio-economiche in atto, svelando connessioni ancora sottotraccia che porterebbero ad una ridefinizione non istituzionale delle aggregazioni territoriali. La sperimentazione in molte realtà locali di progetti di reti dei sistemi informativi territoriali finalizzato alla promozione di networking delle città si inserisce nella più ampia sfida di promuovere la cloud governance come nuova dimensione dello sviluppo locale. La dimensione dell’integrazione delle ICT nelle politiche urbane, nella quale le potenzialità comunicative si esprimono al meglio e sono in grado di portare valore aggiunto, è quella della community, ovvero dell’insieme di soggetti che, mossi da un interesse comune, interagiscono in rete effettuando transazioni e scambi, segnalando problemi e condividendo soluzioni, elaborando progetti e promuovendo azioni che sono in grado di creare valore aggiunto. La gestione del territorio come sistema interconnesso di sensori, interfacce e City Apps, per esempio, può favorire la nascita di distretti virtuali (produttivi, turistici, gastronomici, culturali) basati sul cloud computing dedicato alle PMI con l’obiettivo di rivitalizzare i vantaggi competitivi del sistema locale, stimolando lo sviluppo integrato del territorio attraverso la connessione delle aziende ad altri poli del sistema globale delle imprese. La filosofia dei distretti virtuali consentirà ai network di città di competere nel mercato globale come sistema locale reticolare, utilizzando tre importanti risorse competitive: l’informazione geolocalizzata, la connessione in rete e i citizen networks. La diffusione nelle città di sensori, reti elettroniche e applicazioni dedicate alla urban life sta producendo un vero e proprio spazio urbano cyber-physical, composto dalla costante interazione di componenti fisiche e reti digitali, di azioni materiali e retroazioni immateriali. “Siamo all’esordio di una dimensione ibrida tra mondo digitale e mondo materiale, dove Internet sta invadendo lo spazio fisico” – sostiene Carlo Ratti – identificandolo, rendendolo attrattivo e configurandolo per usi sociali che riportano gli abitanti negli smart places connessi alla rete ed erogatori di servizi.

[estratti da M. Carta, Reimagining Urbanism. Città creative, intelligenti ed ecologiche per i tempi che cambiano, Trento-Barcelona, ListLab, 2013]

Licenza Creative Commons
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione – Non commerciale – Non opere derivate 4.0 Internazionale.